La filiera del mercato dell’energia elettrica in Italia

Il Decreto Legislativo 79/99 (Decreto Bersani) oltre a recepire la Direttiva Comunitaria n° 96/92/CE contenente le indicazioni sulla creazione del Mercato Unico dell’Energia, ha segnato il processo di liberalizzazione del mercato elettrico e gettato le basi per quella che sarà l’attuale struttura dell’intera filiera.

Prima dell’entrata in vigore del Decreto Bersani, il mercato era monopolizzato da un unico soggetto che esercitava in esclusiva l’attività di produzione, distribuzione e vendita e da alcune municipalizzate che esercitavano prevalentemente l’attività di distribuzione e vendita.

Con l’entrata in vigore del Decreto Bersani e di alcune successive disposizioni di legge, il mercato dell’energia elettrica ha subito una notevole trasformazione rispetto a quanto sopra descritto. Seguendo lo schema definito dal Decreto Bersani, e dalle successive norme emanate in materia, la descrizione della filiera dell’energia elettrica in Italia può essere definita in tre aree fondamentali:
1. Approvvigionamento
2. Infrastrutture
3. Commercializzazione

L’approvvigionamento è la prima fase della filiera e comprende tutte le attività necessarie al reperimento delle quantità di energia elettrica necessarie a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale. Avviene fondamentalmente attraverso le attività di produzione (generazione) o importazione.

I principali sistemi di produzione dell’energia elettrica sono:
•impianti termoelettrici nei quali l’energia elettrica è generata grazie alla combustione dei petrolio, carbone, gas o di altri idrocarburi;
•impianti nucleari, nei quali l’energia elettrica è generata grazie alla fissione di un atomo tramite il bombardamento del suo nucleo con particelle elementari;
•impianti geotermici nei quali l’energia elettrica viene generata sfruttando il calore del sottosuolo;
•impianti idroelettrici, nei quali l’energia elettrica viene prodotta sfruttando la forza dell’acqua per azionare delle turbine che a loro volta generano energia.

L’attività di importazione consiste, fondamentalmente, nell’acquistare energia elettrica prodotta da altri soggetti in paesi esteri.

La normativa attualmente in vigore prevede che nessun soggetto può importare o produrre, direttamente o indirettamente, più del 50% del totale dell’energia elettrica prodotta o importata in Italia.

L’energia elettrica prodotta viene ceduta ai grossisti (o trader) mediante contratti di fornitura bilaterali o attraverso le transazione tra i vari operatori che possono essere effettuate sulla Borsa Elettrica, chiamata anche IPEX (Italian Power Exchange). Ne consegue che nell’area approvvigionamento, i prezzi per l’acquisto della materia prima energia da parte dei grossisti sono liberi e determinati dalla contrattazione delle parti (contratti bilaterali) ovvero dall’incontro fra la domande e l’offerta (Borsa Elettrica).

L’area infrastrutture rappresenta un nodo fondamentale nell’intera filiera del mercato dell’energia elettrica. In essa si svolgono tutte le attività necessarie al fine di consegnare l’energia elettrica prodotta o importata al cliente finale (attività di trasmissione e distribuzione).

Per trasmissione si intende il trasporto e la trasformazione dell’energia elettrica sulla rete di interconnessione ad alta tensione (AT) o altissime tensione (AAT) al fine della consegnare ai clienti finali diretti o ai distributori, che a loro volta le veicolano ai clienti finali.

Poiché l’energia elettrica non può essere immagazzinata è necessario che in un rete elettrica l’energia prodotta corrisponda all’energia consumata, in pratica, in qualsiasi momento, deve essere mantenuto l’equilibrio fra domanda ed offerta.

Si rende pertanto necessario produrre la quantità di energia richiesta, istante per istante, dai consumatori e gestire, nel contempo, la trasmissione in modo che ci sia sempre un certo equilibrio fra domanda ed offerto garantendo così la continuità e la sicurezza della fornitura.

Questa importante funzione è conosciuta con il nome di dispacciamento.

Data l’importanza dell’attività di trasmissione e dispacciamento, il legislatore ha sancito che queste debbano essere gestite in regime di monopolio ed affidate in concessione ad soggetto terzo indipendente che garantisca sicurezza, qualità ed economicità del servizio nel tempo e l’accesso alla rete, senza discriminazioni, a tutte le imprese che ne facciano richiesta. Rientrano fra gli obblighi del gestore anche la manutenzione della rete e, se necessario, l’ampliamento.

L’attività di trasmissione e dispacciamento viene retribuita da tariffe che sono periodicamente stabilite ed aggiornate secondo norme definite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

La terza fase dell’area infrastrutture del mercato dell’energia elettrica è rappresentata dall’attività di distribuzione.

Con la distribuzione l’energia elettrica prodotta o importata, viene consegnata ai clienti finali per l’utilizzo; infatti, tranne che in alcuni casi particolari di utenze che hanno la necessità di consumare quantitativi imponenti di energia, la maggior parte delle utenze elettriche sono collegate alla rete di distribuzione locale.

L’attività di distribuzione, ritenuta anch’essa di interesse nazionale, è svolta in regime di concessione al cui accordo provvede il Ministero per le Attività Produttive.

Con il Decreto Legge 73/07 è concesso ai distributori con meno di 100.000 clienti finali serviti, di esercitare l’attività di vendita dell’energia elettrica separando contabilmente le due attività; per tutti gli altri è prevista la separazione societaria.

Come per il trasporto, anche l’attività di distribuzione deve essere svolta senza discriminazione, garantendo l’accesso alla rete a tutte le imprese che ne fanno richiesta.

L’attività di distribuzione è renumerata da tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

L’ultima area della filiera del mercato dell’energia elettrica è la vendita, che rappresenta l’anello di giunzione fra i clienti finali ed il resto delle attività della filiera.

È un’attività libera, non soggetta a particolari autorizzazioni e comprende tutte le operazioni necessarie all’approvvigionamento dell’energia elettrica e la successiva vendita al dettaglio. Dall’attività di vendita vengono retribuite a valle tutte le altre attività della filiera del mercato dell’energia elettrica.

Nell’attuale contesto normativo, l’attività di vendita è renumerata da prezzi regolati per quei clienti in regime di «maggior tutela» o in regime di «salvaguardia»; mentre il prezzo è liberamente contrattato fra le parti per quei clienti che hanno scelto di cambiare fornitore.

Sono ammessi al servizio di «maggior tutela» i clienti domestici finali e le piccola imprese che non hanno esercitato il diritto di recesso. Rientrano nel servizio di «salvaguardia» i clienti che non hanno diritto al servizio di maggior tutela che non hanno esercitato il diritto di recesso.